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COS'E' LA PADULA MANCINA

OSSERVAZIONI QUALITATIVE INTORNO ALL’AREA DENOMINATA “PALUDE MANCINA”.


RICERCA NATURALISTICA
A cura del dott. Adolfo Cavallo

PREMESSA
Negli ultimi anni, stiamo assistendo ad una progressiva diminuzione delle zone umide (per cause naturali e/o per intervento umano) della nostra penisola, causate soprattutto dalla distruzione dei loro habitat in seguito ad una incessante attività antropica. In particolare, la Puglia ospita una flora alquanto ricca, in virtù di circa 2200 specie spontanee. In questo contesto, le zone umide contribuiscono ad arricchire sicuramente la varietà ambientale, andando a svolgere una importante funzione di "rifugio" di specie animali e vegetali. Purtroppo, nel nostro Salento il clima di tipo mediterraneo, caratterizzato da inverni miti e poco piovosi ed estate lunga e spesso arida, non permette l'esistenza di specchi d'acqua permanenti: fatta eccezione delle zone umide costiere.
Esistono, invece, numerosi corpi idrici a carattere stagionale, che proprio per il loro potenziale ruolo di" corridoi biologici", rappresentano porzioni di territorio di particolare interesse negli ecosistemi urbani.airone cinerino
Infatti, la continuità spaziale o funzionale che si può realizzare tra l'ecosistema urbano e le aree seminaturali extraurbane facilita lo spostamento della fauna riducendo così gli effetti della frammentazione ambientale dovuta a cause antropiche.
Gli organismi che caratterizzano tali ambienti "stressati" adottano particolari "strategie" per superare le "avversità" rappresentate dalla "fase asciutta" del corpo idrico. Da considerare poi, l'importanza che tali pantani temporanei ricoprono come luogo di sosta per la avifauna migratorio .Per questi motivi, tali Habitat, sono spesso considerati come habitat prioritari in base alla Direttiva Habitat 92/43/CEE e quindi meritevoli di essere conservati e protetti da bonifiche e degrado.

L'area oggetto di studio, riguarda un ambiente acquitrinoso denominato "Zona mancina" a cui si accede attraverso una strada vicinale che si imbocca dall'uscita ovest del paese, direzione Ruffano.
La "Padula Mancina" è completamente compresa nel territorio comunale di Montesano Salentino e rappresenta un residuo "relitto" di una vasta area palustre in gran parte oggi bonificata. L'area che presenta elementi di maggiore interesse naturalistico sia di tipo vegetazionale che faunistico, è rappresentato da uno stagno che ha una superficie ridottissima di appena 2.5 ettari.biacco
Si tratta di un'area soggetta a periodici allagamenti per l'accumulo di acque meteoriche provenienti dai canali di bonifica, nati dall'esigenza da parte dell'uomo di far defluire l'acqua dalle aree limitrofe coltivate. La profondità del corpo d'acqua stagnante è di circa 20 - 40 cm., rilevata attraverso un'astina graduata posta al centro dello stagno ( grafi). Il fondo è costituito da fango, cioè materiale inorganico (terrigeno) misto a residui organici (gusci di Diatomee, resti di insetti etc.).
L'area della Padula si distingue nettamente da quella del paesaggio agrario circostante, caratterizzato invece, dalla presenza di terreni attualmente di pertinenza agricola e ospitante aree adibite a coltivi, uliveti, e ad insediamenti urbani.
L'equilibrio complessivo dell'ambiente palustre è reso pertanto, instabile e compromesso da una serie di motivi che vanno dalla natura intrinseca del tipo di area, a tutte quelle azioni che interferiscono con il delicato equilibrio ecologico dell'area, quale per esempio quelle dovute all'antropizzazione delle zone circostanti, all'uso indiscriminato di erbicidi e diserbanti, alla proliferazione di specie vegetali infestanti e all'eccessiva pressione venatoria.
Nell'ambito del programma europeo " Rete Natura 2000 " il sito non risulta compreso in alcun pS.I.C. (proposto Sito di Interesse Comunitario). Riteniamo, comunque, che l'area palustre sia da ritenere meritevole di attenzione, anche a causa della progressiva scomparsa di tali habitat. Infatti, l'importanza naturalistica di tali ambienti umidi, è da ricercare non solo per la vegetazione palustre igrofila ed idrofila esistente e per la composizione floristica, ma anche per il grande numero di specie animali che li popolano, andando a svolgere un ruolo importante sia per l'osservazione e la ricerca scientifica e sia per l'educazione ambientale.canna di palude
Tralasciando l'analisi di dettaglio delle aree sottoposte ad attività agricole quali essenzialmente la monocoltura di ulivo, l'area in questione, è stata, invece, analizzata sotto il profilo delle presenze floristiche durante la primavera del 2005. E' stato, pertanto, redatto un elenco floristico che non ha la pretesa di essere esaustivo, poiché non tiene conto delle specie a fioritura estiva
o autunnale, ma che comunque comprende la maggior parte delle specie presenti nell'area.
I periodi di fioritura e l'habitat di presenza della specie è invece dovuto ad osservazione diretta.
La vegetazione palustre è quella che caratterizza meglio l'area: esistono infatti, sensibili differenze nei tipi vegetazionali e nella composizione floristica in base alla persistenza e quantità di acqua dulcicola presente e alla morfologia del terreno che ne determina le modalità di accumulo.
In particolare, nella zona più interna dello stagno dove maggiore è l'accumulo di acqua dolce, si riscontra in primavera fitti popolamenti di fiori bianchi dei ranuncoli ( Ranunculus spp., )
Si tratta di una idrofila rampicante che in estate fiorisce producendo un minuscolo fiore bianco, simile al fiore della camomilla, formando uno strato flottante nell'acqua e offrendo uno spettacolare e suggestivo colpo d'occhio appena sopra il pelo dell'acqua. Probabilmente però il basso livello dell'acqua, la crescita eccessiva, e l'eccessivo sviluppo degli apparati radicali di tale essenza , causano un progressivo interramento dell'area a scapito di altre specie tipiche meno competitive e che necessitano di popolamenti più radi.gallinella d'acqua Altre idrofile presenti, che spesso si incontrano in questi ambienti caratterizzati da poca profondità sono la Lenticchia d'acqua, (Lemma minor) piccolissima pianta formata da due foglie dalla cui pagina inferiore si dipartono le sottili radici; galleggia sulla superficie dell'acqua andando a costituire tappeti verdi formati da migliaia di individui; il sedano d'acqua (Apium nodiflorum) e la menta d'acqua (mentha aquatica). La vegetazione ubicata in corrispondenza dell'interfaccia terra/acqua, presente lungo i margini interni dello stagno è caratterizzata invece dalla presenza di canneti. Si riscontra: la canna domestica (arundo donax), la cannuccia di palude (Phragmites australis) insieme al vilucchio bianco (Calystegia sepium), la lisca lacustre (Schoenoplectus lacustris) e la Tifa o mazzasorda (Typha latifoglia). Si nota anche la presenza del giaggiolo acquatico (Iris pseudacorus).cannuccia di palude
Là dove, invece, il livello d’acqua scende, insiste una vegetazione igrofila tipica delle acque basse o delle rive umide e comprende piante annuali o perenni, di piccole, medie e grandi dimensioni, che vivono in stretta vicinanza dell’acqua, spesso con la parte basale del fusto immersa, oppure in luoghi molto umidi. Come per esempio, la Mestola d’Acqua (alisma plantago - acquatica) pianta pioniera di pozze, stagni e dei margini dei corsi d’acqua, caratterizzata da piante lanceolate – ovali, la cui fioritura avviene in giugno – settembre.
I fiori ermafroditi di colore bianco, formano un’infiorescenza a pannocchia con rami a verticilli. Esiste, inoltre, in tutta l’area, una flora sinantropica ed infestante che è tipica dei coltivi abbandonati degli incolti, delle aree ruderali e dei bordi delle strade e che in tempi precedenti era molto abbondante nella maggior parte del territorio del Salento, ed in seguito ad un uso continuo dei diserbanti, è andata via via diminuendo. Le specie di questi ambienti, per lo più erbacee annuali, sono numerose e questo elevato numero comporta l’impossibilità di elencarle tutte.
In primavera si possono ammirare lungo i bordi della stradina e le zone ruderali che costeggiano la Palude, specie che donano all’area una esplosione di colori: la malva selvatica (malva sylvestris), qualche popolazione di fumaria comune (Fumaria officinalis), la scarlina (galictites tomentosa), l’aglio viola scuro ( Allium atroviolaceo), altre tipicamente ruderali come il grano villoso (Dasypyrum villosum), l’avena selvatica ( avena barbata) , la carota selvatica (Daucus carota), la borragine (Borago Officinalis), l’erba vajola maggiore (Cerinthe major) , comune negli uliveti, o la succiamele delle fave (Orobanche crenata), da marzo ad aprile il rosolaccio (Papaver rhoeas), il crisantemo campestre ( Crysanthemum segetum), il gladiolo dei campi (Gladiolus italicus) , la camomilla tomentosa (Anacyclus tomentosus) . Frequente è inoltre lungo i margini circostanti lo stagno, il Narciso nostrale (Narcissus tazetta), e l’asfodelo mediterraneo (Asphodelus microcarpus).cisto violetto
La vegetazione a macchia mediterranea all'interno dello stagno è costituita da pochissimi lembi che si sono sviluppati successivamente alla operazione di bonifica dell'intera area .Tale vegetazione arbustiva è caratterizzata da specie come il Mirto (Afyrtus communis), Smilace (Smilax a spera), la Quercia spinosa sotto forma di cespuglio (Quercus coccifera ) e il Cisto.
Si evidenziano, inoltre, nei pressi dello stagno, alcuni esemplari arborei di Roverella (Quercus Dalechamp), di cui una con Hedera helix. Altre si evidenziano lungo la stradina che dal paese porta allo stagno.
Oltre che per gli aspetti floristico-vegetazionale il valore naturalistico dell'area è da ricercare anche nella ricchezza della comunità faunistica, connessa con l'habitat palustre e con le aree agricole e pascolive. La palude, infatti, ospita libellule e anfibi, come il Rospo smeraldino (Bufo viridis) e la Raganella (Hyla arborea), specie, queste due, incluse nella Lista rossa nazionale. Presenti anche alcune specie di rettili come il Biacco (Coluber viridiflavus spp. carbonarius), presente un po' ovunque, è numericamente la specie più abbondante; il Cervone (Elaphe quatuorlineata L. 1789), ancora abbastanza numeroso, anche se la popolazione ha subito in questi ultimi anni una forte flessione per i disturbi antropici e per una persecuzione dettata da credenze popolari; probabilmente anche il bellissimo Colubro leopardino (Elaphe situla L.1758), poco numeroso. Comune è la presenza del Ramarro, (Lacerta viridis L.Ì768), che con la sua splendida livrea verde brillante si rende mimetico con la vegetazione circostante; la lucertola campestre (lacerta podarcis siculo campestre) (Rafinescue 1810), che predilige ambienti soleggiati e rappresenta il rettile più comune e abbondante nella Penisola salentina; il geco di Kotechy (Cyrtopodion kotschyi).
Significativa anche la presenza di tane di Talpa (Talpa romanae) situate immediatamente a ridosso dei margini dello stagno.girini
Per quanto conceme l'Avifauna migratoria dobbiamo dire che tale habitat non è di notevole importanza per la nidificazione degli uccelli acquatici, infatti, la fitta vegetazione, il prosciugamento nella tarda primavera dello stagno, e il forte disturbo arrecato dai contadini e dai cacciatori, non consente a tali animali di completare il ciclo riproduttivo. Pertanto, l'importanza della zona umida, di fatto, risiede nel suo ruolo di "area di sosta" per lo svernamento, e durante le faticose tappe migratorie, fungere da rifugio e da sostentamento agli animali. Durante i periodi migratori, numerosi sono stati gli avvistamenti di alcune specie di Ardeidi come Egretta garzella e Ardea cinerea. Nei periodi primaverili ed autunnali è possibile ritrovare la tortora (Streptopelia turtur), il rigogolo (Oriolus oriolus), la rondine ( Hirundo rustica), e il rondone (Apus opus). In particolare nelle aree olivetate sono ancora presenti i tordi (Turdus ssp.), il fringuello (Fringilla coelebs), e lo stomo (Sturnus vulgaris). Numerosi sono stati gli avvistamenti della gallinella d'acqua (Gallinula chioropus).
Altre presenze sono quelle della civetta (Amena noctua), del gufo (Asio otus), del barbagianni (Tyto alba), e dell'upupa (Upupa epops), qualche esemplare di gheppio (Falco tinnunculus), la gazza (Pica pica).

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

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Siti web
http://www2.minambiente.it
http://www.ramsar.org
http://www.epa.gov/OWOW/wetlands/index.html

Ricerca Sociale

 

news ::
Data: 25/05/2012
Oggetto: REVOCA BANDO DET.NA DIRIG. N. R.G. 104 DEL 25/05/2012
Data: 22/05/2012
Oggetto: Bando di gara lavori impianto geotermico presso gli edifici scolastici. Allegati scaricabili (file zip unico di circa 90 Mb - richiede tempo e una connessione veloce) in NEWS.
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Data: 04/04/2011
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Data: 17/03/2010
Oggetto: 18/03/2010 ore 19,00 Evento conclusivo della seconda edizione del progetto culturale "I VIAGGI DI ERODOTO" Incontro con lo scrittore Yabbar Yassin Hussin - Candidato al premio Nobel.


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